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Via sicura funziona, ecco le prove
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via sicura, giuditta mosca

Via sicura funziona, ecco le prove

Lo scopo principe di Via sicura, pacchetto di leggi elvetiche che sono state introdotte progressivamente a partire dal 2013, è quello di prevenire gli incidenti e, numeri alla mano, l’obiettivo è stato raggiunto.

Ogni disquisizione deve quindi essere rimandata alla qualità delle norme decise dal Consiglio federale nel quadro del progetto Via sicura, poiché poco o nulla può essere rimproverato ai risultati ottenuti.

Un numero su tutti: nel 2011 e quindi prima della nascita di Via sicura, sulle strade ticinesi si sono verificati 1.128 incidenti (circa 3,1 al giorno), nel 2019 gli incidenti sono stati 712 (ovvero poco meno di 2 al giorno). La differenza traspare.

I dati del 2020, riportati nel grafico sotto per completezza di informazione, godono di un’attenzione relativa in questo articolo, poiché il lockdown ha certamente contribuito a decongestionare il traffico. Un dato incuriosisce: a diminuire nel corso del 2020 sono stati soprattutto gli incidenti in cui persone hanno riportato ferite leggere. Altrettanto non si può dire per gli incidenti con feriti gravi e con decessi. Ci vorrebbero altri dati per avere un quadro completo ma il emerge sospetto che a minore traffico corrisponda maggiore velocità di viaggio con aumento dei danni in caso di sinistro.

I numeri danno quindi ragione a Via Sicura, ma occorre tenere in considerazione (il Consiglio federale lo ha fatto, in modo saggio e trasparente) che, con il passare degli anni, aumentano sia la sicurezza delle infrastrutture stradali, sia quella delle autovetture. La sinergia tra questi elementi e il comparto di leggi di Via sicura fornisce quindi una certezza: gli incidenti con danni alle persone diminuiscono.

Ticinesi virtuosi

I dati dell’Ufficio federale di statistica relativi al parco automobili circolante ci aiuta a stabilire se, alla guida, i ticinesi sono più virtuosi dei connazionali.

Come dimostrano i due grafici sotto, che prendono in considerazione la percentuale di veicoli che circolano in Ticino rispetto a quelli che circolano nei restanti Cantoni e la percentuale di incidenti che si sono verificati nel nostro Cantone rispetto a quelli registrati in Svizzera, risulta che i guidatori ticinesi, con il passare degli anni, sono diventati più prudenti.

Se nel 2011 il rapporto tra Ticino e resto della Svizzera ha fatto registrare il 5,94% degli incidenti a fronte del 5,27% di veicoli circolanti, a partire dal 2016 la tendenza si è invertita, fino ad arrivare al 4,76% dei veicoli circolanti contro il 3,52% degli incidenti totali.

Estate pericolosa

Degli 8.491 incidenti che si sono verificati in Ticino nel decennio 2011-2020, la tendenza mostra un aumento dei sinistri durante i mesi estivi. L’inverno – complici le temperature rigide che tendono a rendere i manti stradali meno rassicuranti e i guidatori più prudenti– è teatro del minore numero di incidenti.

Durante i mesi di febbraio del decennio preso in considerazione, gli incidenti sono stati 504. Il picco durante i mesi di luglio, con 936 incidenti in totale.

Strade sempre più sicure, automobilisti sempre più prudenti

In generale la diminuzione degli incidenti si è registrata su tutti i tipi di strade. I dati fanno riferimento anche a strade definite “altro”, di cui fanno parte strade terziarie e altre tipologie che non possono rientrare nelle categorie di riferimento che vanno dalle autostrade alle strade secondarie.

Il dato che stride, questa volta relativo al 2020, è il crescente numero di incidenti sulle strade definite “altro”, passati dai 19 del 2019 ai 27 dell’anno seguente. Appare plausibile credere che, con un numero maggiore di persone costrette in casa, siano aumentati gli incidenti sulle strade residenziali.

La scure su Via sicura

Le norme entrate in vigore hanno fatto storcere il naso a più giudici, concordi nel sostenere che lasciassero poco spazio all’apprezzamento e che obbligassero a un’applicazione meccanica e stringente delle sanzioni. Nel 2018 il Consiglio nazionale ha quindi dato maggiore potere alle interpretazioni di chi indossa la toga. Qui però ci concentriamo sui risultati raggiunti, indubbiamente positivi, lasciando ad altri il compito di rivedere le norme laddove necessario.

La realtà, però, tende a posizionarsi sempre “a metà strada”, per rimanere in tema: Via sicura ha deciso di impugnare la mannaia, punendo con severità chi non osserva il codice della strada. Dall’altra parte, però, al progetto va riconosciuto il merito di avere centrato l’obiettivo. La vera questione è, con ogni probabilità, riuscire a comprendere perché alcuni automobilisti diventano coscienziosi alla guida soltanto se ci sono metodi deterrenti, come se condurre un veicolo non fosse di per sé un atto di responsabilità e lo diventasse soltanto sotto stretta e cautelativa sorveglianza da parte delle autorità.